Traccia per un ascolto sinodale delle voci di tutti

“Abbiamo bisogno di esercitarci nell’arte di ascoltare, che è più che sentire. La prima cosa, nella comunicazione con l’altro è la capacità del cuore che rende possibile la prossimità, senza la quale non esiste un vero incontro spirituale. L’ascolto ci aiuta ad individuare il gesto e la parola opportuna che ci smuove dalla tranquilla condizione di spettatori”. (EG 171)

Senso e protagonisti

Questa scheda non è destinata a gruppi, o almeno non in prima battuta, ma a persone che si possono incontrare ovunque. A chi non frequenta stabilmente la comunità, a chi viene a Messa la domenica o a chi viene in chiesa solo in alcune occasioni. Ma anche alle persone che si incontrano nei
luoghi della vita quotidiana o a quanti sono in particolari situazioni di sofferenza. A quelli che contestano la Chiesa, a quelli che se ne sentono ai margini, e a quelli che ne osservano la vita dall’esterno o si dicono ad essa indifferenti.

È volta a raccogliere le voci di tutti, specie quelle a cui in genere rimaniamo sordi e che volutamente ignoriamo. Perché tutti hanno diritto di cittadinanza nella Chiesa. Chiedere a tutti di aiutarci a riflettere su che cosa vuol dire camminare insieme come Chiesa ci aiuta ad aprirci al confronto con la concretezza più minuta della vita, all’ascolto di ciò che affiora dall’esperienza comune e di quanto lo Spirito ha da dirci attraverso di essa. Ma è soprattutto il segno di uno stile: è un modo di fare che mette in moto un modo di essere, un esercizio di sinodalità ampia e diffusa che esprime il desiderio di camminare davvero insieme, insieme con tutti.

Alcune indicazioni metodologiche

La traccia può essere usata in maniera libera. Può essere uno strumento da tenere presente in incontri personali in cui raccogliere storie e narrazioni; oppure può essere consegnata direttamente
alle persone che coinvolgiamo (magari con le modifiche che si riterranno più adeguate alla specificità degli interlocutori).

Va precisato che non si tratta di un questionario, ma della traccia di un incontro. Di un incontro che renda possibile una narrazione e l’ascolto grato e attento di essa.

Si potranno scegliere perciò anche solo alcuni nuclei tematici e le domande che si ritengono più adatte a far emergere il vissuto dei nostri interlocutori, il loro modo di rapportarsi alla Chiesa e di coglierne la realtà.

Quanto affiorerà dai racconti e dagli incontri potrà essere condiviso nella comunità in un atteggiamento di gratitudine per ciò che il Signore opera intorno a noi e nella disponibilità sincera a lasciarci interrogare.

Questo esige che l’incontro nella semplicità del contatto personale, o anche la consegna della traccia per raccogliere storie e racconti di vita, siano preparati dall’ascolto interiore nella preghiera. Chi si avvicina all’altro deve farlo in punta di piedi, “togliendosi i calzari” come dinanzi a una “terra sacra”. Nessun atteggiamento funzionalistico o istanza di pura rilevazione statistica, ma l’apertura dello sguardo e del cuore che solo l’intimità con il Signore può dare. Così anche i momenti in cui confrontarsi come comunità sulle istanze emerse saranno preparati e nutriti dalla preghiera che conferisce all’ascolto la giusta tonalità.

Nuclei tematici e domande per favorire l’ascolto e il confronto

I momenti di ascolto e confronto hanno sempre come orizzonte di riferimento la domanda fondamentale proposta dal Sinodo universale:

Come si realizza oggi, a diversi livelli (da quello locale a quello universale) quel “camminare insieme” che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo, conformemente alla missione che le è stata affidata; e quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere come Chiesa sinodale?

Per dare ancora più concretezza a questa domanda di fondo ci si confronta su alcune domande più specifiche, inserite in dieci nuclei tematici. Alcune domande sono evidenziate per far risaltare immediatamente il significato del nucleo.

Rispondi alle seguenti domande

    Puoi inviarci una mail a sinodo@parrocchiacarpinetoromano.it